La Valvestino
La Val Vestino, un’affascinante zona montuosa collocata tra il lago idi Garda e il lago di Idro, è un territorio tutto da scoprire. Un paradiso per chi ama lavatura, lo sport e la tranquillità.
Dal Lago di Valvestino, al borgo di Cima Rest con i suoi tipici fienili dai tetti in paglia, all’osservatori astronomico e il museo etnografico della Valvestino, alle specialità gastronomiche come il famoso formaggio Tombea Presidio Slow food e rinosciuto PAT questo luogo incantato è una chicca di paradiso tutta da scoprire.
Ecco 3 cose da non perdere in valvestino:
1. Il lago di Valvestino e il suo scenario mozzafiato
Collocato nel territorio della Val Sabbia, nel cuore del Parco Alto Garda Bresciano, lungo la strada che collega il Lago d’Idro con il Lago di Garda, il Lago di Valvestino è un bacino artificiale di rara suggestione ed è regolato dalla Diga di Ponte Cola costruita sul torrente Toscolano.
Una zona di grande valore naturalistico, tranquilla, silenziosa e lontana dal caos gardesano. Circondato da fitti boschi e natura selvaggia dove risiede una ricca fauna composta da cervi, caprioli e altre specie, a colpire è sicuramente il colore dell’acqua – azzurro intenso d’estate e blu avvolgente d’inverno – e le meravigliose insenature e le rocce a strapiombo. Un susseguirsi di scenari unici nella tranquillità di un paesaggio che rifugge dal traffico gardesano.
Quando il livello delle acque del Lago di Valvestino si abbassano lasciano riemergere un’antica dogana austro-ungarica: la Dogana di Lignago.
Oggi ne rimane solo lo scheletro, ma la sua storia è davvero curiosa! Durante la dominazione dell’Impero Austro-Ungarico e fino alla Prima guerra mondiale, la Valvestino ha rappresentato uno snodo cruciale per il passaggio di uomini, merci e carbone vegetale. In particolare, nella località di Lignano passavano ogni giorno moltissime persone e proprio qui fu costruita la Dogana, in modo da controllare l’entrata e l’uscita delle merci verso il confine.
Con l’annessione alla provincia di Trento, e poi a quella di Brescia negli anni Trenta, la dogana venne dismessa e rimase sommersa dalle acque del lago artificiale. Oggi però, nei periodi di secca riaffiora, mostrandosi in tutta la sua bellezza.
2. I borghi: affascinanti ruralità
Una delle caratteristiche più affascinanti della Valvestino dopo l’omonimo lago sono i suoi piccoli borghi, tutti da visitare: Armo, Bollone, Cadria, Magasa, Moerna, Persone, Turano e di recente fondazione Cima Rest, nato dal rinnovamento di antichi fienili tipici con il tetto in paglia
Queste affascinanti località, isolate dal mondo, presentano peculiarità differenti, dovute alle diverse tradizioni e percorsi storici che li hanno caratterizzati nel corso dei secoli. L’aspetto che accomuna di gran lunga questi borghi è la tranquillità e l’ospitalità dei loro abitanti, che sono ben lieti di guidare i visitatori alla scoperta del loro territorio, tra natura incontaminata e reperti storici di grande interesse.
3. Il Formaggio Tombea: un Presidio Slow Food
Tombea è il tipico formaggio di Magasa, uno dei piccoli borghi della Valvestino, che prende il nome dall’omonimo monte che sovrasta il paese.
Un formaggio a crosta dura, raro e di eccezionale pregio, prodotto esclusivamente utilizzando il latte munto dalle vacche di razza bruna alpina e pezzata rossa allevate nel territorio a oltre 2000 metr di altitudine. Ha ottenuto il riconoscimento PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali), è Presidio Slow Food e Nel 2020 ha ottenuto il “Premio Dino Villani” come miglior formaggio dell’anno.
In bocca regala fragranze ricordano i fiori di montagna e il latte della vacche. La stagionatura è solitamente di 20-24 mesi, ma può raggiungere anche i 36 mesi.